Open/Close Menu Storie di Basket Napoletano

Sabato 18 Febbraio 2006, Semifinale con Treviso, Jon.

Fu il giorno della consacrazione, il giorno in cui cambiò lo scenario, che ci trasformò da mine vaganti a finalisti. Che ci fece capire che quella Coppa volevamo portarla a casa.
Nelle giornate precedenti avevamo pensato solo a Milano, ai due precedenti in campionato, alla nostra voglia di batterli e di buttarli fuori. Eravamo arrivati a Forlì con quell’idea e senza pensare ad altro, ma dopo averli sconfitti ci ritrovavamo in semifinale contro Treviso, una squadra piena di campioni, la grande favorita per la vittoria finale. Avevano vinto le ultime tre edizioni della Coppa, erano loro ad avere tutta la pressione ma noi sapevamo di potercela giocare. Dovevamo solo concentrarci, fare le nostre cose e divertirci.

Perchè in quella squadra funzionava così: in campo ci divertivamo come pazzi.

La partenza però fu durissima. Erano davvero uno squadrone completo in ogni reparto e partirono veramente forte. Noi riuscimmo a carburare solo alla fine del primo quarto, quando afferrammo il ritmo della partita e cominciammo a giocare la nostra pallacanestro. Ricordo che davanti avevo Drew Nicholas, un grandissimo giocatore e un grande realizzatore. Il mio compito era difficile: limitarlo, difendere su di lui nel miglior modo possibile. Ce la misi tutta, ma alla fine lui risultò comunque il loro miglior giocatore per quella partita. Vincemmo noi però, la panchina ebbe un grande impatto, ma anche quella vittoria fu frutto di una prestazione corale, tutti riuscirono a dare un contributo importante.

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Rispetto a quanto successo con Milano il giorno prima, o alla finale con Roma del giorno dopo, chiudemmo la partita con un paio di minuti d’anticipo, e avemmo tempo di pensare a cosa avevamo fatto, e a cosa avremmo potuto fare ancora mentre il cronometro scandiva gli ultimi secondi.

Ricordo, che rispetto alla prima partita, sugli spalti del Palafiera i nostri tifosi erano raddoppiati, ne vedevo ovunque, macchie azzurre da tutte le parti. Eravamo lì in mezzo al campo, ci guardavamo attorno ed eravamo orgogliosi per quella grande emozione che stavamo condividendo con tutta quella gente. E poi ad un certo punto, ecco il presidente Maione che corre in campo e alza i pugni al cielo, indica i tifosi in segno di gratitudine per il loro supporto.

Era tutto bellissimo, ma fu anche il momento in cui ci rendemmo conto di non averne abbastanza. Di non poterne avere abbastanza. Vero, eravamo arrivati lì da mine vaganti, senza pressione, ma ora avevamo una finale da giocare, una sola partita ed una sola avversaria tra noi e la Coppa. E dovevamo concentrarci.

Quella sera prendere sonno fu davvero impossibile, ero in camera con Lynn e nessuno dei due riuscì a dormire. Restammo svegli tutta la notte ridendo e scherzando. Era il nostro modo per domare l’adrenalina che già pompava in noi. Le finali sono quelle partite per cui ogni giocatore vive, per cui si allena duramente tutti i giorni.

E noi eravamo pronti per giocarcela tutta.

(Foto di Alfredo De Lise. E’ vietata la riproduzione)

Carpisa Napoli 84
Benetton Treviso 74
(24-29, 47-47; 69-61)

Carpisa Napoli: Greer 18 (4/8, 2/6), Stefansson 12 (3/4, 2/4), Morandais 8 (0/1, 2/4), Sesay 13 (3/5, 1/2), Cittadini; Rocca 14 (7/13), Larranaga (3/4 da tre), Spinelli 9 (3/5, 0/1), Morena, Fevola D. ne, Fevola M. ne. All.: Bucchi.
Benetton Treviso: Mordente 2 (0/2, 0/3), Nicholas 20 (3/6, 4/9), Soragna 16 (2/3, 3/6), Siskauskas 12 (2/6, 2/4), Goree 10 (3/8, 1/2); Bargnani 2 (1/4, 0/2), Santangelo 8 (4/4, 0/1), Popovic 4 (2/3), Slokar ne, Kalve ne, Sottana ne, Cuccarolo ne. All.: Blatt.
Arbitri: Sahin, Paternicò e Cerebuch.

NOTE – Tiri liberi: Napoli 14/17, Treviso 10/13. Tiri da due: Napoli 20/36, Treviso 17/36. Tiri da tre: Napoli 10/21, Treviso 10/27. Rimbalzi: Napoli 34 (Sesay 10), Treviso 33 (Goree 9). Assist: Napoli 14, Treviso 12.